Guida italiana (gratis) al Brand Naming e 10 idee pronte all’uso
Guida italiana (gratis) al Brand Naming e 10 idee pronte all’uso

Guida italiana (gratis) al Brand Naming e 10 idee pronte all’uso

Definizione.

Con il termine Brand Naming si intendono quelle tecniche di marketing e copywriting che servono a creare un nome efficace per un brand
(azienda, prodotto o servizi).

Il nome di un Brand è fondamentale perchè nel piano di marketing ha due funzioni strategiche:

  1. serve a rendere un marchio riconoscibile rispetto alla concorrenza
  2. serve a rendere semplice il passaparola

Il Naming di un brand è così importante che le grandi multinazionali investono milioni per creare ogni volta i nomi dei propri prodotti, perchè da un lato esiste l’esigenza di trovare un nome che sia accattivante e originale, dall’altro bisogna anche verificare a livello internazionale (e indipendentemente dalla lingua) che il nome prescelto non abbia delle controindacazioni (vedi l’esempio della Volkswagen Jetta in fondo al post).

Ma attenzione, non pensare che il Brand Naming sia importante e utilizzabile solo dalle grandi azienda. Creare il nome giusto è importante anche per chi apre un negozio, uno studio professionale, per un artigiano e per una piccola startup.

Inoltre il Brand naming è sempre più importante anche per garantire una elevata riconoscibilità nel mondo dei social.

Ecco perché in questo post ho deciso di raccogliere le 10 formule di Brand Naming più utilizzate dagli esperti di marketing e dai copywriter.

10 Formule di Brand Naming pronte all’uso.

Devi sapere che ci sono solo 10 tipologie di nomi di brand che puoi sfruttare per creare il tuo marchio.

  1. I nomi funzionali e le metafore.
  2. Le Parole reali.
  3. Creando delle Frasi o delle Esclamazioni.
  4. L’unione di due o più parole.
  5. Onomatopea.
  6. Nomi Visuali.
  7. Le Parole straniere.
  8. Le Parole astratte.
  9. I nomi, cognomi e associati.
  10. Le Sigle e gli Acronimi.

ATTENZIONE!!!
Tutti i Marchi e i Loghi di seguito riportati sono citati a puro titolo di esempio ed appartengono alle rispettive aziende o titolari.

1. I nomi funzionali e le metafore.

Sono quei nomi che derivano direttamente dalla funzione principale del prodotto/servizio. Questi nomi sono spesso usati per i beni di largo consumo che trovi nei supermercati come ad esempio: Idraulico Liquido, Svitol e così via.

Sono dei nomi molto efficaci perché si connettono direttamente con il Posizionamento del prodotto e perché il cliente sa esattamente cosa sta acquistando, ma attenzione: in genere questo tipo di nomi viene utilizzato per prodotti a basso prezzo e poco sofisticati.

Una variabile ai nomi funzionali sono quei nomi che derivano direttamente dai valori chiavi del prodotto o del servizio che vendi.

Esempi:

  • Svitol
  • Idraulico facile

Brand naming: i nomi Funzionali

2. Le Parole reali.

Alcuni volte è possibile ricorrore al potere evocativo di alcune parole per potenziare il proprio brand.

Esempi:

  • Italo
  • Apple
  • Tempo
Brand naming: i Nomi con Parole Reali

3. Creando delle Frasi o delle Esclamazioni.

Un’altra tecnica è invece quella di potenziare il proprio brand con una vera e propria frase o uno slogan. Anche in questo caso il vantaggio rimane che è molto chiara la mission dell’azienda.

Esempi:

  • Avventure nel Mondo
  • Che Banca
Brand naming: Creare delle Frasi

4. L’unione di due o più parole.

A questo punto si inizia a giocare con le parole, infatti moltissimi dei nome azienda che trovi in giro derivano dall’unione di 2 o più parole, a volte troncate, altre volte storpiate.

Molto spesso sono utilizzate per creare nomi funzionali.

Esempi:

  • Viakal
  • FedEx
  • SnapChat
  • Nutella
Brand naming l'Unione di più Parole

5. Onomatopea.

Una variante molto accattivante è quella di creare un nome azienda giocando con ll’Onomatopea che è tipica dei fumetti.

Esempi:

  • TicTac
  • BlaBlaCar
Brand Naming: le parole Onomatopeiche

6. Nomi Visuali.

Oltre ad usare le singole parole o le frasi, è anche possibile creare dei nomi azienda che aiutino i clienti a “visualizzare” il prodotto o il brand, a stimolare il ricordo visivo.

Esempi: Freccia Rossa

Brand Naming: le Parole evocative
Brand Naming: le Parole evocative

7 Le Parole straniere.

In Italia è sempre una tecnica da tener presente, soprattutto se possiamo immaginare dei potenziali sviluppi internazionali per il nostro nome.

Esempi:

  • Eatitaly
  • EnJoy
Brand Namong: le Parole Straniere

8. Le Parole astratte.

Creare una parola si sana pianta è un discreto sfrozo creativo. É difficile non cadere nel banale o rendere il proprio nome azienda letteralmente incomprensibile.

Esempi:

  • Amazon
  • Yoox
Brand naming: le Parole Astratte

9. I nomi, cognomi e associati.

Questa è una tipologia di nome azienda che stabilisce un legame diretto tra il nome del fondatore e il brand. Viene usata nei settori più vari, ma è praticamente un must nelle società di consulenza, nel mondo della moda (Armani, Della Valle, Laura Biagiotti ecc ecc ecc.) e tra i liberi professionisti.

Esempi:

  • Hewlett Packard
  • Toyota
  • Ford
  • Dell
  • Smith & Wesson
  • MC Donald’s
Brand Naming: i Nomi e Cognomi Associati

10. Le Sigle e gli Acronimi.

Le sigle e gli acronimi sono un jolly che spesso ti consentono di aggirare i limiti e i difetti delle altre tipologie di nomi.

Magari il nome funzionale rende il prodotto troppo popolare, oppure il cognome o i cognomi dei soci sono poco efficaci dal punto di vista di marketing, ecco che in questi casi una bella sigla o un acronimo risolve ogni problema.

NB Da sempre gli acronimi sono molto usati nel mondo dell’informatica.

Esempi:

  • HP
  • IBM
  • FIAT adesso FCA
Brand naming: le Sigle

I Nomi da evitare.

Quando scegli un nome commerciale devi stare attento a non commettere alcuni errori.

I nomi registrati. Non puoi usare dei nomi che sono già stati registrati. Banalmente non puoi chiamare il tuo negozio di informatica “Apple” perchè è un brand registrato e pertanto sarebbe una violazione dei diritti di copyright. Purtroppo una verifica certosina dei brand registrati è un lavoro da professionisti, in ogni caso con una rapida ricerca online puoi già da solo renderti conto se un nome è già stato utilizzato.

I nomi complicati. L’obiettivo principale di un nome efficace è quello di consentire la facile identificazione del brand e agevolare il passaparola. Per questo motivo il tuo nuovo nome deve essere semplicissimo da dire e da scrivere, in modo che sia semplice da ricordare e da dire agli altri.

I nomi incoerenti. Se ti chiami “Mario Rossi infissi e finestre” non ti puoi mettere a vendere “lavori in cartongesso”. Capisco che le aziende si evolvono nel tempo, ma se il business principale della tua azienda è cambiato, allora ti conviene aggiornare anche il tuo nome commerciale. Questo a maggior ragione quando decidi di andare sul web per attirare nuovi clienti; in questo caso i nuovi visitatori non conoscono la tua storia e non riuscirebbero a comprendere questa stonatura.

Se invece la tua è una società, sicuramente ogni socio sarà invitato a proporre alcuni nomi “creativi” da proporre in una specifica riunione. Non ci crederai, ma a volte ho assistito ad accese discussioni con tanto di veti incrociati sui nomi proposti dai vari soci (o peggio dalle loro mogli), certe litigate che manco fosse una riunione di condominio.

Insomma, i comuni mortali scelgono il nome del proprio brand in base al gusto personale o a equilibri “politici”.

In realtà, se il nome di un brand funziona meglio di un altro, non è una questione di gusti o equilibri, ma è il frutto di un attento studio di tecniche di marketing avanzate che prendono il nome di Naming.

Cos’è un generatore per Brand Naming gratis.

Moltissimi neo imprenditori, soprattutto quelli di startup digitali e che sono abituati a cercare su Google ogni soluzione possibile, risolvono il problema del nome delle proprie aziende ricorrendo all’aiuto di specifici portali web che sono dei veri e propri generatori di nomi azienda e sono quasi tutti dei tool gratuiti (o in parte).

Questi tool funzionano tutti più o meno allo stesso modo, inserisci una serie di parole chiave che descrivono la tua attività e loro ti selezionano una serie di possibili idee.

L’idea non è male, ma prima di scegliere tra questi nomi creati da una “intelligenza artificiale” ti consiglio comunque di capire quali sono le regole di base del Brand Naming che ti descriverò a breve.

Te ne segnalo 4:

Un esempio famoso di Naming… sbagliato.

Vuoi sorridere? Ti racconto la storia del nome di una autovettura e comprenderai quant’è importante il nome di un brand.

Ti ricorderai della Volkswagen Jetta, non era una brutta macchina e non era un brutto brand name. Però dopo il lancio accadde un fenomeno strano, mentre negli USA era la berlina del marchio tedesco più venduta, in Europa le vendite stentavano a decollare (diciamo che in particolare a Napoli e nella Campania il brand name non ha decisamente aiutato).

Le vendite erano così basse che per un periodo quest’auto non fu neanche commercializzata nè Italia nè in Svizzera.

Il reparto marketing della Volkswagen, non trovando molte spiegazioni plausibili, iniziò a immaginare che fosse un problema di brand name e quindi e in occasione del lancio della terza serie, ne cambiaro (solo in Europa) il nome in Vento. Ma anche questo modello/nome non ebbe presa nel vecchio continente e quindi con la quarta serie il nome divenne (sempre e solo in Europa) Bora.

Alla fine il reparto marketing della Volkswagen, confortato dalle ottime vendite nel mercato Nord Americano, decise che il problema in Europa non era il nome, ma una scarsa propensione all’acquisto di auto berline a tre volumi e alla fine decisero di unificare a livello mondiale il brand name in Jetta.

Fonte: Wikipedia.

Ma come fanno i comuni mortali (che non conoscono le tecniche di marketing e di copywriting) a scovare dei nomi creativi e di fantasia per le loro imprese?

Guida step-by-step di Brand Naming: come creare il nome per un marchio.

Ma allora come si crea il nome di una azienda, di uno studio professionale, di un prodotto o più in generale di un brand?

In realtà non esiste una ricetta magica, come abbiamo visto online ci sono dei tool che ti aiutano ad avere qualche idea in più, ma hanno quasi tutti il difetto di “pensare” in inglese.

L’approccio migliore rimane quello di sfruttare le 10 formule di brand naming che ti illustrato e di sviluppare diverse versioni per il tuo progetto, successivamente puoi fare una serie di riunioni di braistorming con i soci o amici e scegliere quello più accattivante.

Vediamo come procedere.

1° Di cosa ti occupi? Il punto di partenza è sicuramente “il cosa fai”. Sei un avvocato? Un Giardiniere? Un commercialista? 
Devi come prima cosa determinare qual è il tuo settore.

2° Chi è il tuo cliente ideale? 
É benestante? É laureato? É giovane, anziano o di mezza età? Il tuo cliente ideale si chiama in gergo tecnico “Buyer Persona” (La Buyer Persona) ed è molto importante sapere quali sono le sue caratteristiche principali. Se ad esempio il tuo cliente ideale ha una bassa scolarizzazione o una bassa conoscenza delle lingue straniere è del tutto inutile creare un nome in inglese.

3° Qual è la tua USP? 
La Unique Selling Proposition (USP) è la frase che racchiude la tua promessa al cliente, alcuni esempi del settore automobilistico ti faranno capire le diverse promesse: BMW “Il Piacere di Guidare”, Volvo “Puntiamo a salvare più di un milione di vite”, Ford “Un veicolo per ogni stile di vita”.

4° Pensa al web. 
Quando avrai trovato una serie di alternative allora dovrai verificare due cose:

  1. Dominio Web: devi verificare che il corrispondente indirizzo internet (es. www.mipiacitu.com) sia disponibile.
  2. Intento nelle Ricerche con Google: come seconda cosa devi verificare che se digiti su Google il nome che hai scelto non ci sia un argomento che per Google rappresenta l’intento principale.

Provo a spiegarmi…

Per un progetto avevamo individuato il nome Mercs, anche il relativo dominio mercs.it era disponibile, purtroppo quando andavi su Google a cercare “mercs” Google restituiva come risultati le pagine inerenti un gioco semi-sconosciuto che si chiamava Mercs.

Agli occhi di Google chi cercava “mercs” voleva notizie sul gioco, quindi meglio cambiare nome e sceglierne uno più fresco.

5° Scarica il Template con il riepilogo delle 10 Idee per Nomi Azienda (lo trovi nella pagina dei template, moduli e formule) e sfrozati di creare almeno una versione per ogni tipologia. Se la tua è una Società, ti consiglio di condividere questo post con i tuoi soci e di svolgere questo esercizio creativo separatamente.

6° Brainstorming. 
Riunisciti con i soci, con gli amici o con la famiglia e cercate di trovare un nome sul quale far convergere le proprie preferenze (o quanto meno che sia il più condiviso possibile).

Pensiamo anche al dominio Web.

E’ ovvio che la scelta del “Nome Azienda” influisce anche sul dominio web di un eventuale tuo blog, sulla pagina Facebook ufficiale, il profilo Instagram, di Linkedin e altri social. Per questo motivo pensa ad un Nome che sia disponibile online come dominio url e sui social.

Uno strumento fondamentale per la scelta del proprio nome lo trovi nella home page dei maggiori internet provider come ad esempio Aruba. In questa pagina trovi il tool che ti consente di verificare se un dominio (indirizzo internet) è già stato registrato da qualcuno oppure se è libero.

Aruba

Altri post sul Branding.

Conclusione.

Spero che questa mini guida ti sia stata d’aiuto, ti invito a sfruttare i commenti per aggiungere la tua opinione o nuove idee.

Alla prossima.

giovanni

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