Guida: come fare Personal Branding in 4 fasi
Guida: come fare Personal Branding in 4 fasi

Guida: come fare Personal Branding in 4 fasi

Una importantissima premessa: domandarsi “Come fare Personal Branding” equivale a domandarsi “Come fare a potenziare la propria autorevolezza di professionista esperto in un settore“.

Tutte le altre definizioni che trovi online servono solo a confonderti le idee. Il fine ultimo di una stretegia di personal branding è di moltiplicare la propria autorevolezza in modo tale da emergere sulla concorrenza e diventare il fulcro, il punto di riferimento del tuo settore.

Fare personal branding vuol dire: diventare facilmente identificabili e riconoscibili ai potenziali clienti ed alla concorrenza.

Ma procediamo con ordine…

Cos’è il Personal Branding?

Secondo la definizione Wikipedia “Il personal branding è l’attività con cui prima si consapevolizza e poi si struttura la propria marca personale” e, detto tra noi, non vuol dire un cavolo.

Secondo altri “guru” il Personal Branding è tutto ciò che viene detto, sentito e pensato dalle altre persone quando parlano di voi, dei vostri servizi, della vostra vita personale e professionale. Ovvero: il Personal Branding è tutto ciò che dice la gente di voi quando voi non siete presenti.

Entrambe queste definizioni sono (è una mia opinione personale) profondamente sbagliate:

  • La prima definizione è limitata perché semplifica trasferendo il concetto di branding dei prodotti e delle marche industriali nella sfera del marketing personale. Purtroppo mentre i prodotti sono identificabili in base ad alcune caratteristiche (quasi sempre “oggettive”) che li rendono confrontabili; le persone invece non sono valutabili in base a delle caratteristiche oggettive (anche se a molti piacerebbe) e quindi non sono facilmente confrontabili.
  • La seconda definizione è proprio sbagliata perché confonde il “come fare Personal Branding” con il suo risultato. Infatti quello che dicono gli altri di noi è il risultato, ma non è l’oggetto e non ha nulla a che vedere con il fare Personal Branding.

Questa definizione implica alcune conseguenze abbastanza pesanti.

Innanzitutto è evidente che fare personal branding è completamente diverso dal fare il branding di un prodotto. Il lancio di un prodotto viene studiato a tavolino e realizzato dall’ufficio marketing, ed è spesso come lanciare i dadi sul tavolo del consumismo. Al contrario il Personal Branding è un processo in costante divenire ed esiste un unico soggetto che può stabilirne l’inizio, le pause e la fine; quella persona sei TU, è il libero professionista che vuole emergere sull’anonimato della media dei propri competitor.

La seconda conseguenza è che si tratta di una tecnica di marketing personale che non puoi delegare a nessuno ed è per questo motivo che il PERSONAL BRANDING NON É ADATTO A TUTTI! Non puoi delegare ad altri il tuo processo di crescita personale e non puoi delegare ad una Web Factory, una Digital Agency o a un Social Media Manager la tua comunicazione personale.

La mia definizione di cosa vuol dire fare Personal Branding:

Fare Personal Branding vuol dire innescare un costante processo di crescita personale e professionale.
Si tratta di una quotidiana ricerca di eccellenza & condivisione delle proprie esperienze personali e professionali.
L’obiettivo è emergere sui competitor e diventare il punto di riferimento del proprio settore.

Il Personal Branding come Crescita Professionale e Personale.

Avrai percepito che esiste un legame tra la Crescita Personale e il Personal Branding. Infatti, affinchè il Personal Branding sia efficace e autentico, è indispensabile che ci sia alla base un costante processo di Crescita Personale.

Ma attenzione, non si tratta di un semplice legame, ma si tratta di un vero e proprio nesso di causa ed effetto nel quale non si capisce mai qual è la causa e qual è l’effetto. Provo a spiegarmi meglio.

Il personal branding si concrettizza nel vivere appieno e nel condividere attraverso il web e i social:

  • le proprie esperienze professionali (i corsi di aggiornamento, le nuove metodologie, i successi ma anche le sconfitte),
  • gli eventi professionali come le colazioni di lavoro, la partecipazione ai corsi, gli incontri con i clienti ecc ecc
  • i miglioramenti professionali come ad esempio i nuovi progetti, l’acquisto di nuove apparecchiature, il trasloco dello studio ecc ecc
  • le riflessioni sulla propria professione, sul futuro del proprio settore ecc ecc.

Ora, dopo alcune settimane che fai Personal Branding, ti accorgerai che il semplice gesto di condividere ad esempio un incontro con un cliente non è fine a se stesso, ma è un momento di arricchimento professionale e di rafforzamento della relazione consulente-cliente.

Ti accorgerai presto che ogni evento professionale diventa degno di essere condiviso se è vissuto appieno e se è funzionale alla tua crescita professionale… e viceversa.

Meglio Condividere ma senza ostentare.

Attenzione: il risultato di questa costante condivisione della tua vita professionale non è quello di farti bello o di vantarti!

Gli arroganti, i finti e i presuntuosi non sono mai piaciuti a nessuno.

Se stai pensando a tutti gli Influecer o sedicenti tali che si scattano i selfie dalle camere d’albero a Dubai, dall’interno del Jet o nel garage con le Lamborghini prese a noleggio ti stai sbagliando di brutto.

Quelli sono dei truffatori che “vendono metodi miracolosi” per fare soldi, ma gli unici che incassano veramente sono loro.

Non lasciarti ingannare dal nome altisonante, il Personal Branding è la cura della propria immagine professionale nel Villaggio Globale (e non solo). Richiede la stessu cura e impegno che ti richiede curare la tua immagine, il tuo guardaroba, l’arredamento del tuo ufficio ecc ecc.

Il Personal Branding e il Marketing Personale.

Il concetto di Personal Branding è strettamente correlato ad altri concetti tipici del Marketing Personale quali:

  • lo Storytelling personale
  • il posizionamento nei confronti dei competitor
  • le tecniche per la auto-promozione di se stessi
  • la verifica della propria reputazione online (la cosìdetta Brand Reputation)
  • la condivisione di contenuti di valore
  • l’utilizzo consapevole e professionale dei social media

Perché conviene fare Personal Branding?

Se ti stai chiedendo qual è il vantaggio di “perdere” tempo e soldi dietro una strategia di personal branding, ti rispondo con una semplice equazione… Vantaggi e Benefici del Personal Branding.

Con una Strategia di Personal Branding ogni professionista/consulente può ottenere quello che da sempre desidera:

  1. incrementare il proprio prestigio professionale e autorevolezza, 
  2. questo vuol dire elevarsi sui competitor
  3. il che implica ricevere nuovi contatti da potenziali clienti migliori
  4. lavorando solo con clienti qualificati si ottiene di veder lievitare le proprie parcelle
  5. infine, erogando un servizio al di sopra della media, si riesce ad incentivare il passaparola.

Le 3 principali Strategie di Personal Branding.

Ognuno di noi, non importa se è un manager o un libero professionista, ha 3 possibili alternative:

1° Strategia: non faccio nulla.
Questa strategia è sicuramente vincente perchè è l’unica dall’esito certo. Se non viene pianificata nessuna strategia di marketing digitale, allora non cambierà nulla, non avrai investito tempo e denaro e rimarrai uno dei tanti (anonimi) professionisti. Magari hai anche un blog (che nessuno visita) e quindi non riceverai mai nessuna richiesta di contatto se non da rompiscatole e imbecilli.

2° Strategia: leggo ergo sum.
Detta anche la strategia “Tentar non nuoce”, si concretizza nel leggere un paio, molto spesso si apre un blog, ci si impegna sui social per un paio di mesi, ma alla fine ci si annoia e finisce tutto nel dimenticatoio.
Questa strategia ha un indiscutibile vantaggio: ti apre gli occhi, ti rende consapevole del fatto che è possibile lavorare su s stessi, smettere i panni di un semplice professionista e comportarsi come in un esperto di un settore o di una nicchia di mercato.

3° Strategia: 1% ogni giorno.
Questa è l’unica, grande strategia di personal branding che ottiene risultati incredibili (fama e ricchezza). Solo questa strategia riesce a trasformare un esperto in un personaggio pubblico, in un mentore per alcuni, in un influencer a cui tutti guardano per avere consigli e aiuto.
Questa è una strategia molto semplice, ci si prende l’impegno con se stessi di dedicare ogni giorno un 1% in più di tempo alla cura del proprio marketing rispetto al giorno precedente.
Un fottutissimo 1% in più ogni giorno.

Come fare personal branding in 4 mosse.

Una strategia di personal branding si sviluppa in quattro fasi:

  1. Analisi e Ricerche di Marketing Online.
  2. Posizionamento del Personal Brand.
  3. Apertura del blog e dei canali social.
  4. Diffusione periodica e costante dei contenuti.

Le persone più motivate riescono a concludere le prime tre fasi in circa 4 settimane; queste fasi sono quelle di preparazione e di startup.

La quarta fase durerà nel tempo e non ha una fine. Le persone che ottengono i migliori risultati sono coloro che sono consapevoli del fatto che una strategia di personal branding non è un evento sporadico che puoi acquistare una tantum come fosse una campagna pubblicitaria, ma è un cambio di stile di vita più aperto e più social. 

Fase 1 – Analisi e Ricerche di Marketing Online.

É inutile iniziare a creare un blog o aprire i canali social se prima non hai risposto ad alcune semplici domande:

  • chi sono i tuoi potenziali clienti?
  • cosa cercono online?
  • chi sono i tuoi competitor (diretti e indiretti, reali e potenziali)?
  • quali sono i loro punti di forza e quali quelli di debolezza?
  • a quanto posso vendere i miei prodotti/servizi?
  • quali sono le soluzioni alternative alla mia?
  • ecc ecc ecc

Questa fase di analisi si concretizza in un documento nel quale vengono osservati i seguenti requisiti di fattibilità:

  • Individuazione di una Nicchia Profittevole
  • Analisi della Concorrenza
  • Definizione della Buyer Persona
  • Tabella delle parole chiave (Keyword  SEO) e Calendario editoriale 

La fase di pianificazione è essenziale perché ti consente di concentrare le tue risorse solo ed esclusivamente su quei potenziali clienti che ti garantiscono fatturato e prestigio.

Nel mondo tradizionale accade che raramente un libero professionista può permettersi il lusso di rifiutare un nuovo cliente. Al contrario, nel marketing digitale, ogni sforzo è concentrato su una fetta della torta, su una nicchia di mercato che ha caratteristiche di redditività e accessibilità che la rendono particolarmente appetibile.

Quali sono le caratteristiche del tuo cliente ideale e cosa cerca su Google?
Per attirare i clienti giusti devi prima definire il profilo della tua Buyer Persona.

Per approfondire l’argomento delle Ricerche di Mercato Online ti consiglio di leggere anche: Come fare una Ricerca di Marketing per il Personal Branding

Fase 2 – Posizionamento del Personal Branding.

Una volta individuata la tua Nicchia di Mercato Profittevole, individuati i competitor e definite le caratteristiche del tuo cliente ideale; arriva il momento di costruire la tua immagine in modo che sia allineata al mercato ed alle tue aspettative professionali.

Questa è la fase più delicata, è la più lunga ed è anche la più difficile.

Infatti nella precedente fase di analisi esistono moltissimi strumenti che ti aiutano ad individuare, basandosi su elementi oggettivi, qual è la migliore nicchia di mercato e chi potrebbero essere i tuoi migliori clienti.

Al contrario la parte di Posizionamento del Personal Branding è un mix di ingredienti astratti come: sensibilità, empatia, fantasia, ambizioni personali e competenze professionali.

Per attirare nuovi clienti ogni professionista deve essere chiaramente percepito come unico nel suo genere.

La seconda fase di preparazione si concretizza in un documento nel quale si approfondiscono i seguenti componenti base:

  • Posizionamento rispetto alla concorrenza.
  • Stile del Personal Branding
  • USP (Unique selling proposition)
  • Storytelling
  • Primo Piano Editoriale di base
I tuoi potenziali clienti hanno molte opportunità di scelta, per questo dovresti chiederti ogni giorno: il mio marketing comunica i miei vantaggi e la mia unicità?

Per approfondire l’argomento del Posizionamento e del Personal Branding ti consiglio di leggere anche:
Il posizionamento nel Personal Branding.
Nicchia Profittevole VS Posizionamento di Brand?

Fase 3 – Apertura del blog e dei canali social.

La parte più semplice di una strategia di parsonal branding è la realizzazione del sito web comprensivo di un blog professionale e dei canali social ad esso collegati.

Oggi giorno creare un sito web sfruttando una piattaforma come ad esempio wordpress è un lavoro di poche ore ed alla portata di chiunque, anche di chi come il sottoscritto non è un informatico.

Per non parlare poi di altre piattaforme pronte all’uso come Wix, Squarespace ecc ecc.

Per quanto riguarda i canali social, la realizzazione dei profili professionali è ancora più semplice. In questo caso infatti è sufficiente avere uno smartphone per creare e gestire il tuo profilo professionale.

Ma stai attento a non sottovalutare questo passaggio!

Anche se tecnicamente è estremamente semplice costruire la propria piattaforma di personal branding è indispensabile avere buone capacità tecniche affinché questa sia efficace nel convertire dei semplici visitatori in potenziali clienti.

Questa fase della strategia di personal branding si concretizza in due macro aree (Sito web con blog e Profili Social):

  • Realizzazione di un sito web con blog professionale.
    • Pagine principali (home, contatti, dove siamo, privacy policy).
    • Landing Page dei servizi.
    • Catalogo dei Servizi.
    • Modulo Newsletter.
    • Plugin e Sicurezza.
    • Calendario Editoriale Base.
  • Apertura e ottimizzazione dei canali social.
    • Facebook.
    • Twitter.
    • Instagram.
    • Linkedin.
    • ….
Esiste una piattaforma, si chiama WordPress, che è così semplice che consente di pubblicare e
gestire un sito web e un blog anche a un ragazzino di 7 anni.

Fase 4 – Diffusione periodica dei contenuti – Content Marketing.

Questa è la fase più bella e divertente, anche se per la maggior parte delle persone è la più stressante.

A questo punto della tua strategia di personal branding hai chiarito 4 cose fondamentali:

  1. qual è il tuo mercato,
  2. quali sono i problemi che risolvi,
  3. chi sono i tuoi clienti,
  4. qual è il tuo stile.

Tutte queste scelte si sono poi concretizzate in un sito web con un blog professionale e in alcuni canali social.

Adesso, sono passate circa 4 settimane da quando hai iniziato a lavorare al tuo personal branding e adesso che hai pubblicato i primi contenuti di base e che hai iniziato ad attirare nuovi contatti… devi essere consapevole che il lavoro non è finito… anzi.

É ora che inizia il bello, perché la tua struttura di marketing digitale è come un bel giardino che ha bisogno di cure quotidiane per continuare ad essere bello, fiorito e in ordine.

Allo stesso modo bisognerà disegnare una strategia di Content Marketing con la quale andrai, giorno dopo giorno, in modo semplice e fluido, a creare e condividere nuovi contenuti online.

Una strategia di content marketing si concretizza in un documento nel quale sono riportati:

  • Quali sono gli obiettivi mensili.
  • Quali sono gli argomenti di base.
  • Il calendario editoriale secondario.
  • La tipologia di contenuti da estrarre per ogni singolo canale social.
Gestire
Sei proprio sicuro che non riesci a trovare qualcosa da condividere sulla tua giornata professionale? Basta una foto, un selfie con un collega o un cliente, una frase su qualcosa che è accaduto.

Come fare Personal Branding con lo Smartphone o il Tablet.

La cosa bella del personal branding è che chiunque, senza nessuna competenza informatica, può realizzarla sfruttando un personal computer, ma vanno bene anche uno smartphone o un tablet (anzi per molte coso sono molto più efficaci).

Alla base del discorso, fare marketing digitale per un professionista, vuol dire creare dei contenuti sulla propria vita professionale e in parte su quella personale.

Una volta realizzata l’infrastruttura (un sito web con blog + 3 o 4 canali social) non devi fare altro che creare ogni due giorni un nuovo post da pubblicare sul tuo blog e da condividere poi sui social network.

A volte basta una foto fatta con il cellulare mentre si incontrano dei colleghi o dei collaboratori, altre volte si racconta di un corso di formazione, oppure di una nuova apparecchiatura che ci consente di essere più efficaci.

Le idee per creare nuovi contenuti con uno smartphone in modo semplice e fluido sono praticamente infinite.

Proprio perché c’è tutta questa scelta è importante che nel piano di Content Marketing ci sia un ampio capitolo dedicato ai potenziali argomenti ed alle tipologie di contenuti da condividere.

Esempi di Personal Branding.

Dalla teoria alla pratica, è opportuno esaminare anche alcuni esempi di personaggi che hanno ottenuto un certo successo sfruttando (in modo consapevole o inconsapevole) le tecniche e gli strumenti di personal branding.

Noterai che questi esempi di personal branding hanno in comune alcune caratteristiche:

  • una forte specializzazione o mercato di nicchia
  • un’offerta integrata
  • uso dello storytelling
  • uno stile genuino
  • l’utilizzo di siti web e social media come leva di marketing digitale

Gianluca Di Marzio – L’esperto del Calcio Mercato

Esempio di Personal Brand nel settore giornalistico: Gianluca Di Marzio

Gianluca Di Marzio è il figlio di Gianni Di Marzio, ex calciatore e allenatore di calcio. Biografia qui.

Gianluca è cresciuto mangiando e respirando calcio, eppure non è uno sportivo, ma uno dei giornalisti più influenti del movimento calcistico nazionale.

Per capire il mondo di Gianluca Di Marzio ti consiglio di leggere questo articolo di Soccer Illustrated: Calciomercato, un giorno nella vita di Gianluca Di Marzio

Definire Gianluca Di Marzio “un giornalista” è quantomeno riduttivo, queste sono le sue attività principali:

  • editore del sito web gianlucadimarzio.com , uno dei siti web più autorevoli in tema di calciomercato
  • commentatore e telecronista di Sky Sport, è inoltre uno dei protagonisti della trasmissione Calciomercato L’Originale,
  • autore di libri tra cui Grand hotel calciomercato nel quale racconta il mondo delle trattative di calciatori e allenatori e tanti retroscena meno famosi.
    Ti ricordo che scrivere un libro è uno degli strumenti più efficaci per potenziare la propria autorevolezza nella tua nicchia di mercato ed essere percepito come un “esperto del settore”.
  • relatore e moderatore in convegni, corsi e seminari.

Gianluca Di Marzio è uno tra gli esempi più evidenti di Personal Branding da manuale, perchè è esattamente la materializzazione, l’impersonificazione del brand personale.

Personal Branding e Specializzazione.

Innazitutto la specializzazione in calciomercato, una nicchia di mercato che di fatto ha creato lui in tempi non sospetti. Basti pensare che già pochi anni fa nessuno a memoria di giornalisti specializzati in questo settore.

Gianluca Di Marzio É lo specialista del calcio mercato!

Personal Branding e Offerta Integrata.

Gianluca Di Marzio ha anche creato un’offerta integrata di servizi che ne rafforzano la autorevolezza: giornalista, editore, scrittore, conferenziere ecc ecc.

Personal Branding e Storytelling.

Tutti conoscono la sua storia, tutti sanno che è il figlio di Gianni Di Marzio, tutti sanno del suo legame con Napoli e con alcuni grandi campioni come Maradona.

Personal Branding e Genuinità.

Gianluca Di Marzio non è un personaggio costruito o finto, è semplicemente lui. Volto da bravo ragazzo, modesto, elegante senza essere mai eccessivo. Insomma uno con il quale hai la sensazione di poter parlare tranquillamente.

Personal Branding e Tecnologia.

Ovunque lo vedi, Gianluca Di Marzio ha sempre uno smartphone in mano, non per vezzo, ma è proprio questo il suo strumento di lavoro principale.

Molte dritte (notizie) arrivano via Whatsapp, e vengono condivise sul sito web e blog, e sui social.

Matteo Gallegati – Il Santone dello Svapo

Non ridere, anche la storia di Matteo Gallegati, in arte “Il Santone dello Svapo”, è un fulgido esempi di Personal Branding .

Il Santone dello Svapo nasce come youtuber che si specializza da subito sulla nicchia (allora nascente) dello svapo e delle sigarette elettroniche.

Anche in questo caso possiamo riconoscere tutti gli elementi tipici di chi fa personal branding.

Personal Branding e Specializzazione.

La nicchia di mercato nella quale opera Matteo Gallegati è lo svapo e tutto ciò che è legato al mondo delle sigarette elettroniche.

In questo mercato è considerato una autorità e il suo canale youtube conta ben 340.000 iscritti.

Personal Branding e Offerta Integrata.

Anche in questo caso abbiamo un’offerta integrata che rafforza e amplifica l’autorevolezza:

  • canale youtube
  • sito web di ecommerce
  • partecipazione ad eventi, convegni, inaugurazioni
  • autore di un libro sullo svapo e la sua storia

Personal Branding e Storytelling.

A partire dalla scelta di un nome evocativo, lo stile e lo storytelling de “il Santone dello Svapo”, è chiaramente riconoscibile.

Barba lunghissima, video da “profeta” (in senso buono), assoluta competenza del settore; insomma la sua riconoscibilità è assoluta.

Personal Branding e Genuinità.

Anche in termini di originalità Matteo Gallegati non è mai sopra le righe o forzato. Quando vedi i suoi video vanno via lisci, non è mai una macchietta di se stesso o percepisci che vuole costruire un personaggio.

Il Santone dello svapo è proprio come te lo immagini, cioè lui.

Personal Branding e Tecnologia.

Anche in questo caso la tecnologia è lo strumento di comunicazione principale.

Youtube è la piattaforma principale, ma il sito web per l’ecommerce e i social network sono la cassa di risonanza che aiutano a monetizzare e a creare una tribù/community.

Luca Mazzucchelli – Psicologo Milano.

Della serie: come lanciare da zero alla grande uno studio professonale. La sua BIO la trovi qui.

Anche Luca Mazzucchelli è tra questi personal branding un esempio da manuale.

Nel 2012 Luca Mazzucchelli apre il suo canale youtube nel quale inizia a raccogliere e divulgare in modo semplice contenuti e consigli di psicologia.

In breve tempo diventa un punto di riferimento online per approfondire tematiche legate alla psicologia.

Anche nel caso di Luca Mazzucchelli ritroviamo gli stessi elementi cardine tipici di un personal branding di successo.

Personal Branding e Specializzazione.

Nel caso di Luca Mazzucchelli la specializzazione non è funzionale, ma geografica; infatti il suo posizionamento è Psicologo Milano e questo lo ritrovi nel suo sito web (anche questo con blog), nel suo canale youtube e più in generale in tua la sua comunicazione.

Personal Branding e Offerta Integrata.

L’offerta integrata è un elemento sempre presente tra chi è diventato il punto di riferimento della propria nicchia di mercato.

Nel caso di Luca Mazzucchelli:

  • studio professionale
  • direttore della rivista “Psicologia Contemporanea
  • public speaker con alcuni interventi sulla piattaforma TEDx
  • partecipazioni a varie trasmissioni nel ruolo di intervistato o coach
  • Vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia
  • scrittore di libri tra cui…

Personal Branding e Storytelling.

Anche Luca Mazzucchelli non ha mai fatto mistero della sua storia, dei suoi inizi professionali e dei primi approcci alla tecnologia per divulgare il tema della psicologia.

Personal Branding e Genuinità.

Basta vedere i suoi video per capire che Luca Mazzucchelli è un giovane professionista che è entusiasta della sua professione e con una gran voglia di condividerla con le persone.

Sicuramente non si presenta come il classico psicologo con il lettino e il blocknotes sulle ginocchia.

Anche in questo caso, mi vengono in mente solo gli aggettivi: semplicità e originalità.

Personal Branding e Tecnologia.

Anche nella carriera di Luca Mazzucchelli, la tecnologia ha svolto un ruolo predominante.

Indubbiamente il suo canale youtube è stato il suo trampolino di lancio che lo ha fatto conoscere al pubblico.

Anche in questo, completano la piattaforma tecnologica, i social network, sito web e blog.

Considerazioni finali sugli esempi di Personal Branding.

Con questi esempi spero di averti trasmesso alcuni concetti semplici:

  • primo: non è facile, ma è possibile. Il personal branding è una tecnica di marketing che non è semplice e non è una scorciatoia.
    Tutti gli esempi che hai letto hanno ottenuto grandi risultati, ma dopo “anni” di lavoro sul proprio brand personale.
  • secondo: il ruolo della tecnologia. Lo stesso Luca Mazzucchelli ha scritto un libro su come fare dei Video su youtube, se hai paura di non avere le competenze adatte allora ti consiglio di iniziare da quel libro, per comprendere che la tecnologia non è un ostacolo, ma un facilitatore (però un minimo la devi studiare 😉
  • terzo: gli elementi che costituiscono un personal branding di successo ricorrono con una frequenza imbarrazante.
    Specializzazzione, Offerta Integrata, Storytelling, Genuinità e uso Tecnologia li ritroviamo quasi sempre.

Libri su come fare Personal Branding.

Business model you di Timothy Clark, Alexander Osterwalder, Yves Pigneur, a cura di L. Centenaro e traduzione di R. Spagnolo. Questo è uno die miei libri di marketing in assoluto, con il metodo business model you canvas avrai accesso a poca teoria, ma a molti esercizi pratici per impostare la tua carriera.

Purtroppo la componente di marketing digitale, blog e social media è completamente assente.

Un altro libro che ti consiglio è Fai di te stesso un brand: Personal branding e reputazione online di Riccardo Scandellari. Al contrario del precedente libro, questo di Riccardo Scandellari ha il pregio di fornire un quadro di insieme di semplice lettura per i neofiti, ma è molto poco pratico e concreto. In ogni caso un’ottima e semplice lettura per iniziare.

Tutto fa branding: Guida pratica al personal branding di Gioia Gottini è invece un ottimo manuale pratico. Non è di scuola anglosassone come Business Model You, ma ha una impostazione più semplice e piacevole per un pubblico poco avvezzo alle americanate. É un ottimo manuale pratico che ti consiglio di leggere per costruire l’impalcatura del tuo brand. Purtroppo anche in questo caso la componente del web marketing, blog e social è completamente assente.

Da Brand a friend di Robin Good è secondo me un libro che non può mancare sulla scrivania di chiunque. É un manuale di marketing digitale che insegna un modo di comunicare che non è urlato, pieno di fuffa e promesse impossibili, ma un marketing che si basa sul fornire contenuti di valore. Un giusto mix di teoria e pratica anche se in alcune parti è leggermente datato.

7 consigli per fare Personal Branding senza stress.

Purtroppo il Personal Branding e il Marketing Digitale (soprattutto per i professionisti) sono poco conosciuti e sono avvolti in un alone di mistero.

A causa di questa “ignoranza” le opinioni sul personal branding oscillano tra due estremi opposti: si passa da “è una puttanata che non serve a nulla” a quelli entusiasti che dicono che “è stata la svolta della mia vita professionale”.

Per un professionista iniziare ad attirare nuovi clienti sfruttando il personal branding è sicuramente possibile, ma per evitare che tu possa avere delle aspettative errate, mi sento in dovere di darti 7 piccoli consigli o avvertimenti:

  1. I numeri non contano. Quando sei un avvocato di provincia, un commercialista, un geometra, non hai bisogno di migliaia di visite sul tuo blog, te ne bastano dieci al mese, ma che siano quelle buone. Per la maggior parte dei professionisti avere 10 nuovi clienti ogni mese che provengono dal web non è affatto male.
  2. Non devi diventare famoso. Dimentica gli Influencer e i Guru che sono intervistati in televisione. Infatti la tv ha bisogno di creare dei personaggi per fare audience, invece la tua missione è di elevarti al di sopra della concorrenza ed essere il punto di riferimento per i tuoi potenziali clienti.
  3. Non delegare a nessuno il tuo piano di Personal Branding. Lo dico contro il mio stesso interesse; oggi sono cadute tutte le barriere tecnologiche e per fare personal branding ti basta un computer o un tablet. Nel caso dei liberi professionisti il marketing digitale è una risorsa personale (per questo si parla di Personal Branding o di Personal Marketing), non delegare il marketing del tuo studio ad una Web Agency o a un Consulente, evita con cura quelle soluzioni in cui paghi un tot al mese per avere tutto bello e impacchettato. Invece cerca di essere un attore protagonista del tuo marketing e non un pupazzo passivo.
  4. Non delegare a nessuno il tuo personal branding. Viviamo un periodo di transizione nel quale all’interno del digital marketing vanno molto di moda alcuni specialisti e figure professionali che promettono miracoli. Ti consiglio, di cuore, di non delegare a nessuno la costruzione del tuo brand personale. Ovviamente ti devi far aiutare, ingaggia dei consulenti, chiedi opinioni, ascolta i consigli; ma alla fine ti prego… scegli da solo qual’è il tuo stile.
  5. Ritenta, sarai più fortunato. Una ristretta elite di fortunati sculoni è riuscita ad ottenere successo al primo colpo, ti auguro di essere tra loro. Ma se non vedi risultati, se il tuo sito web sono anni che non produce appuntamenti, se qualcosa non funziona come dovrebbe… allora non ti scoraggiare. Cambia e ricomincia. Ricordati che il web marketing non è una scienza esatta. Immagina te stesso come un aspirante chef che ogni giorno sperimenta nuove ricette e tecniche culinarie.
  6. Non è una corsa o una gara. Non c’è una classifica, non devi arrivare primo, quindi non avere fretta. Soprattutto i primi mesi non sprecare tempo a contare le visite, ma divertiti a creare i tuoi contenuti (post, articoli, fotografie, brevi video), infatti sono i contenuti il tuo vero capitale per un florido futuro.
  7. Non ti fermare… MAI. Ogni giorno pubblica qualcosa, bello o brutto, lungo o corto, una fotografia o un pensiero; non importa! Pubblica qualcosa di tuo, ma fai attenzione: condividere i contenuti altrui non vale, pubblica ogni giorno qualcosa che sia originale, qualcosa di tuo-tuo.

Conclusioni.

Spero che questo articolo ti sia stato utile per comprendere quali sono gli elementi che compongono una strategia di Personal Branding. 

Se hai bisogno di aiuto o di chiarimenti non esitare a contattarmi.

Con affetto.

giovanni

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